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Quando arriva l’intuizione Perpetua® che suona e Perpetua® preziosa

QUANDO ARRIVA L’INTUIZIONE
PERPETUA CHE SUONA e PERPETUA PREZIOSA

Paolo Valentini è un chitarrista ed etnomusicologo.

Ci conosciamo da molti anni e sapendo della sua spiccata capacità inventiva gli ho lanciato una sfida: riesci a far suonare Perpetua la matita?
Paolo non solo ha raccolto la sfida ma ha rilanciato con il fratello Mauro, artigiano orafo e liutaio per passione, chiedendogli di realizzare una Perpetua gioiello.
Ecco il racconto di questa sfida divenuta realtà!

Paolo, Com’è stato immaginare uno strumento musicale abbinato a Perpetua?

È stato un lungo lavoro di progettazione e molti esperimenti falliti.
L’intuizione dello scacciapensieri è venuta di notte.
Come sempre, quando meno te lo aspetti.

Perché alla fine hai scelto lo scacciapensieri?

Per tre ragioni: è uno strumento che amo molto, lo suono fin dall’infanzia, molto prima di intraprendere la professione di musicista. In secondo luogo, questo strumento fa parte della famiglia degli idiofoni ovvero il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l’ausilio di corde, membrane o flussi d’aria. Anche la matita è un idiofono in fondo, in questo ho trovato un’affinità interessante, quasi poetica.
Infine lo scacciapensieri permette una doppia visione dell’oggetto: Perpetua assume l’aspetto di un pennino, il che a dire il vero è stata la rivelazione finale.
Il processo creativo ti sorprende sempre, parti da A per andare a B, e invece la strada non è mai così lineare. Riserva sorprese, delusioni, soddisfazioni. In questo progetto è stato proprio così.
Lo scacciapensieri è presente, in forme e con nomi diversi, in moltissime culture del mondo popolare, viene usato nei rituali sciamanici per raggiungere uno stato di trance ipnotico prodotto da un effetto fisico di “risonanza” sul cervello, uno stato di rilassamento mentale simile al pre-sonno . Da qui il nome di “scacciapensieri”.
Quello scelto per Perpetua si chiama Dan Moi ed è di origine Vietnamita.

Mauro, com’è stata la lavorazione di Perpetua e lo scacciapensieri?

Era essenziale trovare uno scacciapensieri di un metallo armonico, poiché andava fatta necessariamente una tempratura.
La lavorazione ha comportato un’incisione nel corpo della matita e l’inserimento di una porzione dello strumento. In questo modo Perpetua fa da cassa armonica, essendo la grafite un materiale che ha un’ottima conducibilità sonora.
Poi ho saldato il tutto con un perno in argento decorato con la P di Perpetua.

Com’è arrivata l’intuizione di Perpetua gioiello?

In generale le idee migliori mi vengono passeggiando lungo il fiume o sotto la doccia. Ho l’abitudine di osservare, ascoltare e prendere il tempo per concentrarmi.
Ho osservato a lungo la forma di Perpetua. Ho pensato che la matita con il suo segno permette un flusso di parole e disegni. Ho immaginato di descrivere questo flusso con l’acqua.
Da qui lo zampillo iniziale in argento che fuoriesce dalla sommità dell’oggetto, come a dire che un’idea di per se stessa, viene dal niente e poi fluisce. Allo stesso modo il flusso argentato si riversa sul corpo di Perpetua.
Ho scelto di impreziosirla con un opale, una pietra che contiene dell’acqua. È una pietra che bisogna immergere periodicamente in acqua altrimenti opacizza.
I minatori australiani, quando attraversavano il deserto con le loro merci, tenevano gli opali in bocca perché fossero sempre umidi.
L’opale su Perpetua è il mio omaggio all’acqua, a questo bene indispensabile e preziosissimo.
Si coniuga perfettamente con un oggetto amico dell’ambiente come Perpetua. Preziosa perché fatta di grafite, materiale nobile con cui, non dimentichiamolo, venivano realizzati i primi vinili, e preziosa perché non impatta l’ambiente. Proprio come Perpetua.