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Il Paradosso

IL PARADOSSO

Enzo è un medico italiano.

Ci incontriamo una domenica pomeriggio, fa freddo e camminiamo a lungo in cerca di un bar aperto. Nel frattempo gli parlo di Perpetua. Non dice niente, ha l’aria di ascoltarmi per educazione dal momento che ha un’espressione scettica dipinta sul viso.
Finalmente ci sediamo al caldo e lì mi domanda a bruciapelo, cosa può mai avere di tanto speciale una matita.
Prendo dalla borsa un gruppo di Perpetue e le poso sul tavolo. Ne prende una, la osserva, poi mi guarda ed esclama: ‘E’ bello sapere che c’è ancora gente che lavora in questo modo. Ti incoraggia’. E il suo scetticismo di dilegua.

Non mi è mai piaciuta la matita poiché ciò che scrive non resta.
Allora perché chiamare una matita Perpetua? Non scrive cose durevoli, non può.
Ma la mia perplessità deriva dal fatto che qui l’oggetto matita non c’entra niente. Qui vedo lo sforzo innovativo messo in atto per realizzarla, che va oltre l’aspetto speculativo tout court.
Bhè, sono ammirato…Il lato piatto, l’infrangibilità, sono tutti aspetti strumentali, quello che mi colpisce è l’atteggiamento etico che ha portato alla realizzazione di questa matita a dir poco paradossale!