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Perpetua Tela d’artista

Perpetua Tela d’artista

Ci sono presone che guardando un oggetto lo vedono pronto e finito e ne accettano sia la forma che la funzione. Ve ne sono altri invece, ai cui occhi gli oggetti (anche se spesso tutto ciò che esiste) non sono che un elemento su cui creare o con il quale creare, un tassello del mosaico della loro spinta a far nascere qualcosa che prima non c’era.

Si sa, Perpetua la matita prima non c’era e l’intuizione da cui ha preso forma, smaltire scrivendo, nemmeno. E già di per sé ha nel DNA uno dei tratti tipici dell’arte: essere rivoluzionaria, sovvertire l’ordine vigente. Quando poi è stata affidata ad Anna Piratti, artista e giramondo, le possibilità di trasformarsi e di essere sempre qualcosa di diverso (altro da sé) si sono moltiplicate.

Anna ha cominciato a farla incontrare a persone che condividono con lei una visione creativa e sempre personale della realtà e, come sempre accade quando ad un ingrediente se ne aggiungono altri sconosciuti ed imprevedibili, il risultato è sempre qualcosa che prima non c’era.

Ci sono due fratelli, Paolo e Mauro Valentini, il primo musicologo e musicista, il secondo gioielliere e liutaio. Sapienza artigiana, conoscenza profonda e appassionata della musica e della sua storia, eccelsa abilità manuale che sbiadisce la linea di confine tra arte e artigianato.

Paolo non solo sa suonare un gran numero di strumenti ma ne conosce la storia e i tecnicismi che vi si celano. Il suono è il suo sguardo sul mondo e, d’altronde, ad ascoltare con attenzione, tutto ciò che esiste genera una vibrazione sonora.

Mauro è un creatore, un demiurgo che plasma la materia con la mente e le proprie mani, dando vita a gioielli unici, anch’essi prima non c’erano. La passione per la musica condivisa col fratello lo spinge a voler comprendere più a fondo gli strumenti musicali e, siccome il suo sguardo sul mondo sono le mani con cui crea, inizia a costruirseli.

Quando Anna li incontra e consegna loro Perpetua non ha molto altro da dir loro se non: “Fatela vostra, avete carta bianca.” E così Perpetua diventa la tela bianca, lo spartito immacolato al quale imprimere la propria visione, la propria personalità, il proprio sapere.
Mettete in un calderone una matita in grafite riciclata che prima non c’era, uno degli strumenti musicali più antichi le cui vibrazioni accompagnano l’uomo da secoli, dell’argento, qualche pietra, una lega metallica vibrante, un musicista capace di suonare qualsiasi cosa, le mani esperte di un gioielliere e liutaio, la passione e la libertà di esprimere sé stessi attraverso la creatività. Quello che emerge dal calderone non è un oggetto, bensì due. Anzi, non sono nemmeno oggetti ma due Perpetua che esprimono i due che le hanno create. E il risultato non poteva che essere qualcosa che prima non era possibile.

Perpetua è uno strumento musicale perfettamente funzionante, Perpetua è un gioiello intarsiato a mano dal gusto raffinato.