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Una parola è un seme

UNA PAROLA È UN SEME

Michele scrive componimenti in versi per la musica
e ha una passione per i tatuaggi.

Ha una personalissima idea di riciclo e riuso. Per Michele riciclare è innanzi tutto una forma mentis, una disciplina che abbraccia anima e corpo. Rinnovare la pelle dipingendola con i tatuaggi è la sua espressione più evidente, ma c’è una forma più sottile di riciclo che mi racconta usando una metafora.

Immaginiamo che una parola sia un seme.
A seconda del terreno dove si posa, del periodo dell’anno, del vento o dell’assenza di vento, del freddo o del caldo, quel seme porterà un fiore, un frutto o cadrà invano, si disperderà.
Quando usiamo le parole seminiamo.
E siamo a nostra volta terreno fertile o terreno arido.
Amo posare le parole in un terreno lontano da quello che gli ha affidato il vocabolario o l’uso comune della lingua. Questo genera nuove immagini, nuove prospettive, nuove idee.
Chi ricicla, qualsiasi sia il suo modo, apre una finestra e fa entrare aria nuova e fresca.
Chi ricicla, semina.
Astronave, Cerchi, Nuotare, Asciuga. Sono le ultime parole che ho riciclato in collaborazione con Perpetua la matita.