Giornata Internazionale delle Cooperative
- 5 lug 2019
- Tempo di lettura: 6 min

Quest’anno la Giornata Internazionale delle Cooperative si celebra il primo sabato di luglio. Le cooperative hanno come obiettivo quello di costruire società sostenibili e resilienti.
Scegliendo questo tema si vuole dare l’opportunità di mostrare come le cooperative in tutto il mondo siano imprese di successo che operano nel rispetto dell’ambiente e delle risorse che esso offre in un futuro in cui lo sviluppo umano e la giustizia sociale sono priorità.
A questo scopo vi proponiamo una doppia intervista a Susanna Martucci, CEO e founder dei brand Perpetua e Alisea e a Giorgio Cera, responsabile del settore di assemblaggio della Cooperativa La Fraglia, dove ci parlano della loro collaborazione, volta proprio alla sostenibilità e al rispetto nei confronti del pianeta e delle persone, nessuno escluso.
Com’è nata la collaborazione tra Perpetua e la cooperativa La Fraglia?
Giorgio: La nostra collaborazione è nata inizialmente da una conoscenza in comune. Il fatto che a suo tempo l’attività di Perpetua stesse per partire e che svolgiamo delle lavorazioni conto terzi, è stata l’opportunità perfetta per iniziare a collaborare insieme. La nostra cooperativa, nata nel 1993, è un centro educativo occupazionale diurno per disabili. Svolgiamo varie attività, tra queste, il settore di assemblaggio dove ci occupiamo di lavorazioni con aziende, l’obiettivo è di migliorare e sviluppare le diverse abilità legate all’autonomia. Le lavorazioni in genere sono abbastanza semplici e anche le persone che frequentano il centro diurno la Fraglia sono in grado di svolgerle, sentendosi parte attiva del mondo del lavoro.
Susanna: Questa collaborazione è nata grazie a Luigi, papà di un ragazzo che utilizza il centro diurno e che mi ha contattata per sapere se potevo essere interessata per la mia azienda ad una collaborazione con La Fraglia. Luigi lo conoscevo da tempo, avendo lavorato per 40 anni nell’azienda di mio marito; gli ho risposto che avrei considerato volentieri questa collaborazione. Mi aveva raccontato come in quel particolare periodo alcune delle aziende storiche che davano lavoro al centro avevano optato per altre soluzioni, quindi come genitore si sentiva coinvolto nel dare una mano nella ricerca di altre aziende. Questo per dare modo ai ragazzi di sentirsi sempre parte di un processo produttivo, in modo da sentirsi utili e occupati.
Cosa vi ha spinto a iniziare questa attività?
Giorgio: Noi siamo sempre aperti a nuove lavorazioni e collaborazioni. Spesso succede che quando finiamo un’attività, in quel momento ne subentri un’altra, permettendo anche ai nostri volontari di essere a contatto con realtà sempre nuove, stimolanti. Questo qualcosa di nuovo è sempre molto stimolante per le persone che frequentano La Fraglia e così è stato quando abbiamo iniziato con Perpetua. In base alle lavorazioni cerchiamo di mettere la maggior parte delle persone nella condizione di fare qualcosa, ci ingegniamo per creare delle soluzioni, degli strumenti, affinché quasi tutti riescano a fare anche solo una piccola parte. Il lavoro per queste persone è importante. Per loro, anche riuscire a fare solo l’1% di quello che fa una persona normale nel corso della giornata li aiuta a sentirsi parte di un normale ambito lavorativo.
Susanna: Quando siamo andati a visitare per la prima volta il centro diurno La Fraglia ci siamo trovati in un mondo che non immaginavamo, cioè un mondo dove abbiamo trovato ragazzi in grado di svolgere determinate attività, insieme a ragazzi che non riescono ad approcciare il lavoro e a persone normodotate. Abbiamo visto che diverse di queste persone normodotate erano anche genitori dei ragazzi che frequentavano il centro, assieme a volontari che venivano per far sentire i ragazzi inclusi nel cosiddetto mondo dei “normali”. Questo ambiente inclusivo e non esclusivo mi è piaciuto e mi ha commosso, ho sentito molto amore e molta energia. Abbiamo cominciato a lavorare con questi ragazzi e nel loro mondo di ogni giorno ed è stata la nostra fortuna: Perpetua non esisterebbe così com’è oggi se non ci fosse il contributo quotidiano di questi ragazzi, dei genitori e dei volontari.
Quali sono i valori che vi accomunano?
Giorgio: Entrambi siamo aperti a lavorare con tutte le persone e la nostra cooperativa, come anche Perpetua, ha scelto un ambito lavorativo etico, con obiettivi sostenibili. Le nostre attività, pur essendo diverse, hanno la stessa personalità, anche perché collaborare con Perpetua permette a noi di farci conoscere; quando Susanna parla di Perpetua parla anche di noi e questo è davvero importante.
Susanna: L’attenzione alle persone. La Fraglia è l’unica cooperativa esistente in Italia che accetta persone con qualsiasi tipo di disabilità, senza fare differenze. Questa è stata la prima cosa che mi ha molto colpito. Il Dna della Cooperativa La Fraglia è identico al DNA della mia azienda: entrambe abbiamo solide fondamenta impostate su valori che vogliamo rappresentare tramite il nostro lavoro quotidiano. Noi vogliamo creare prodotti che siano attenti e rispettosi delle persone. L’attenzione all’ambiente e al non sprecare le risorse del nostro Pianeta di cui ci sentiamo ospiti di passaggio, pone conseguentemente una grandissima attenzione al rispetto delle persone che lo abitano; La Fraglia utilizza lo stesso principio, rivolgendo la propria attenzione alle persone a prescindere, includendo ogni tipo di disabilità.
Raccontateci un aneddoto curioso che riguarda questa collaborazione:
Giorgio: Non mi viene in mente un aneddoto in particolare, ma ricordo con piacere quando Perpetua ha deciso di partire con l’e-commerce e ci ha chiesto di assisterli e iniziare insieme questa esperienza; è già un anno mezzo che seguiamo l’e-commerce ed è molto interessante per le persone che sono qui vedere questo aspetto, che per la maggior parte delle persone è vissuto solo da cliente. Poterne seguire le varie fasi è quel qualcosa in più, che sempre arricchisce l’esperienza lavorativa dei volontari de La Fraglia. Susanna: Dovevamo confezionare le Perpetua per il G7 Italia, il cliente era la Presidenza del G7 Italia e Taormina, avevamo davvero poco tempo e tante Perpetua da confezionare. Sapevamo che a La Fraglia avrebbero potuto avere qualche difficoltà, visti i tempi ristrettissimi. Durante una lezione da me tenuta alla Sustainable Development School Tommaseo di Milano, unica scuola europea che tiene lezioni ai ragazzi sulla sostenibilità delle cose, raccontavo di questa grandissima opportunità per Perpetua e che c’erano dei ragazzi come loro che ci avrebbero lavorato, ma che i tempi erano davvero stretti. I ragazzi di questa scuola si sono subito offerti volontari per venire in aiuto ai loro coetanei. Quella famosa fornitura è stata poi completata nei tempi richiesti anche grazie all’opera di 3 classi di studenti di quella scuola di Milano. Bellissimo poi è stato il momento in cui, approfittando di una gita a Venezia, i ragazzi hanno voluto conoscere e salutare i ragazzi de La Fraglia.
Quali sono le vostre iniziative per il futuro?
Giorgio: Oltre a continuare con questo tipo di lavorazioni per diverse ditte, attiviamo delle collaborazioni con le scuole medie; in verità c’è una sorta di scambio reciproco perché noi andiamo nelle scuole e facciamo questa esperienza e le scuole vengono da noi a conoscere la nostra realtà. In questo modo anche i ragazzi cominciano a capire che ci sono anche delle altre persone (e ce ne sono molte qui da noi, dato che sono circa una cinquantina). Attraverso questa esperienza i ragazzi cominciano a conoscere e a rapportarsi con le persone disabili. C’è sempre un pò questa tensione nel condividere un’esperienza come questa, ma se cominciamo fin da piccoli ad abituarci alla diversità, quando diventiamo persone adulte abbiamo con noi un bagaglio di esperienza non indifferente e un nuovo modo di rapportarci, oltre che una sensibilità che forse troppo spesso viene a mancare. Quando si trovano delle persone disabili in giro, in generale un po’ si guarda con curiosità, un po’ si gira la faccia dall’altra parte. Il nostro obiettivo è proprio quello di mostrare alla comunità come vivere insieme a queste persone. Abbiamo anche parecchie persone che vengono a conoscere il nostro modo di vivere e pensare all’interno della cooperativa e l’augurio è sempre quello che loro portino al di fuori del La Fraglia la loro esperienza, quello che hanno vissuto e imparato.
Susanna: Tutto il mondo Perpetua non prescinde più da La Fraglia e da quello che possono fare i ragazzi. Tutto quello che Perpetua farà in futuro, dove possibile, li coinvolgerà, sia che si tratti di lavoro manuale che intellettuale.
Diteci 3 piccole azioni che ognuno di noi può fare per cooperare verso un futuro più sostenibile:
Giorgio: Innanzitutto, quella di voler conoscere, saper cogliere le opportunità che ci circondano. Dobbiamo essere più aperti, attenti ai cambiamenti attorno a noi, imparare ad essere a nostro agio con ciò che non ci è familiare. Dobbiamo essere molto curiosi perché se manca la curiosità non si va da nessuna parte, si resta bloccati e al giorno d’oggi, dove le cose sono in continua evoluzione e il cambiamento è veloce, bisogna saper cogliere quello che c’è di buono. Bisogna avere un occhio critico da una parte, ma dall’altra avere anche un pò l’incoscienza di provare qualcosa di nuovo che può beneficiare la nostra comunità, il nostro pianeta.
Susanna: Più che 3 specifiche azioni, preferisco fare un discorso generale che parli di atteggiamento nei confronti del nostro Pianeta, partendo dal nostro territorio e di conseguenza dalle persone che lo abitano. Attenzione nei confronti degli altri è, banalmente, non buttare un nostro rifiuto per terra, pensando che poi qualcun altro lo dovrà raccogliere al posto nostro, per esempio. Se ci esprimiamo attraverso il canale dell’attenzione per chi e ciò che ci circonda, limitiamo la parte egoistica che vive in ognuno di noi. Se adottiamo un atteggiamento di attenzione per gli altri, scegliamo di non parcheggiare nel posto delle persone con disabilità, ci assicuriamo di differenziare correttamente i nostri rifiuti, in modo che possano essere poi riciclati in modo corretto e diventare nuova materia di produzione.



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